Libri: la tetralogia “L’ Amica Geniale” di Elena Ferrante

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È difficile fare la recensione di una storia che all’ inizio mi ha talmente appassionata da creare una sorta di dipendenza (come è successo anche a Hilary Clinton ) ed alla fine mi ha profondamente delusa, per i motivi che spiegherò in questo post.

L’ Amica Geniale racconta le vicende di due amiche d’infanzia, Lenù (Elena Greco) e Lila (Raffaella Cerullo), nate e cresciute in un quartiere della periferia di Napoli, il rione Luzzatti. Il la storia è una tetralogia, ed è suddivisa in 4 libri:

  1. L’amica geniale: nel prologo, Lenù, sessantenne, dopo la scomparsa della sua migliore amica Lila, decide di narrare la storia delle loro vite. Il libro racconta la loro infanzia e adolescenza, gli anni in cui nasce la loro amicizia, la scuola, dove Lila in particolare spicca per la sua intelligenza, le loro amicizie nel quartiere e i loro primi amori. Purtroppo Lila, a causa delle condizioni economiche in cui vive la sua famiglia, come molte altre del rione, non potrà continuare gli studi. Per uscire dalla miseria in cui viveva e per avere i soldi per finanziare il calzaturificio della sua famiglia decide di sposare Stefano, un uomo benestante, ma violento. Invece Lenù potrà continuare gli studi e si iscriverà al liceo dove si impegnerà per diventare una delle migliori studentesse.
  2. Storia del nuovo cognome: Le ragazze crescono. Lila, durante una vacanza ad Ischia si innamora dello stesso ragazzo che ama Lenù, Nino, con cui avrà una storia che però finisce dopo poco tempo. Lila avrà un figlio, Gennaro (che all’ inizio crede sia di Nino, ma poi, a causa della somiglianza con Stefano si rende conto che è del marito) , divorzierà e andrà a vivere a san Giovanni a Teduccio con Enzo, il nuovo compagno e lavorerà in una fabbrica come operaia, in condizioni durissime. Lenù invece finirà il liceo diplomandosi con ottimi voti, lascerà Napoli e andrà a studiare alla normale di Pisa.
  3. Storia di chi fugge di chi resta: Lenù lascia Napoli per studiare a Pisa, dove conosce Pietro, figlio di una famiglia importante e facoltosa. I due si sposeranno e avranno due figlie, ma Lenù non ama il marito e alla fine del libro lo lascia per l’ uomo che ha sempre amato, ovvero Nino. Lila invece lavora duramente in una fabbrica di salumi, intanto impara l’ attività di tecnico informatico all’ IBM del compagno. Anche in questo campo dimostrerà il suo talento innato, ritornerà a vivere nel rione e con Enzo apriranno una loro attività, anche se osteggiati dai Solara, i due fratelli camorristi che dominano il rione, di cui uno di loro, Michele, è ossessionato da Lila.
  4. Storia della bambina perduta: Lenù, per stare con Nino ritorna a Napoli, ha da lui una figlia, ma si lasciano a causa dell’ infedeltà di lui. Anche Lila ha una figlia da Enzo, Tina, e nel momento in cui tutto sembra finalmente andare bene nella sua vita, gli equilibri si spezzano nuovamente. Tina sparisce, non si sa perché, forse rapita è stata dai Solara, e Lila sprofonda in un enorme dolore. Lei e Enzo si lasceranno e chiuderanno la fabbrica di computer che avevano fondato insieme. Lenù si trasferisce a Torino dove scrive il suo ultimo romanzo, “Storia di un’ amicizia”, ovvero quella tra lei e Lila.

Allora, i motivi per cui il libro mi ha deluso sono stati i seguenti:

  • La protagonista Lenù non mi piace per niente. È una donna noiosa, senza spessore, senza personalità o idee proprie, fa semplicemente quello che le viene chiesto di fare sin dall’ infanzia, non ha nessuno spirito di iniziativa. Ha la gran fortuna che grazie alla famiglia che può pagarle gli studi e ad un matrimonio (senza amore) con una persona appartenente ad una famiglia importante, riesce a realizzarsi come scrittrice (anche se secondo me deve il suo successo a Lila che è sempre stata la sua fonte di ispirazione). Inoltre si lamenta sempre del suo corpo, del suo viso e del suo aspetto in generale, ma nel libro si compiace sempre degli uomini che la corteggiano. Sposa un uomo che non ama, per poi tradirlo e mettersi con l’uomo più stronzo del romanzo, che ovviamente la lascerà. Se conoscessi una donna così la odierei e la eviterei come la peste, altro che averla come amica!
  • Lila invece è l’ opposto di Lenù, ha energia da vendere, è una donna volitiva, che non si ferma davanti a niente, neanche alla camorra che domina il quartiere, e grazie alla sua innata intelligenza riesce a risollevarsi più volte di fronte alle dure prove a cui la vita la sottopone. A differenza di Lenù, non può permettersi di pagare gli studi e realizzare i suoi sogni, sposa un marito benestante, ma violento, divorzia, va a lavorate come operaia in condizioni durissime, ma riesce, insieme al compagno, ad aprire un’ attività nel settore dell’informatica e a far fruttare la propria attività. Purtroppo la scrittrice ha deciso di accanirsi contro questo personaggio, facendo accadere una delle peggiori disgrazie che possono capitare ad una madre: la sparizione della figlia Tina, che manderà la vita di Lila in frantumi (mentre Lenù continua la sua beatamente). In fondo mi piace Lila perché un po’ mi rivedo in lei e nella sua indole ribelle e combattiva, mi dispiace che il romanzo abbia questo epilogo così crudele per lei!
  • I Sarratore, padre e figlio (Donato e Nino), come personaggi sono due uomini squallidi, infedeli cronici, in pratica per loro una donna basta che respira.. Insomma quando loro sono presenti nella storia, il romanzo diventa una vicenda degna di una soap-opera sudamericana.
  • Eventi stani ed improbabili. In questo romanzo accadono cose che dubito accadrebbero nella vita reale. Come la “prima volta” di Lenù, (che va con un uomo più grande e sposato solo per ripicca nei confronti di Lila), il cambio di orientamento sessuale e successiva “redenzione” di uno dei fratelli Solara, troppi intrecci, troppe vicende irreali, tutti sono gli amanti di tutti… insomma tutto è un po’ “eccessivo”.

Consiglio di leggerlo? Si, per due motivi: il primo è perché mi ha affascinato moltissimo il personaggio di Lila, ed il secondo è perché descrive (soprattutto nel primo libro), la vita in un rione popolare di Napoli, la mia città.

 

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7 comments

  1. Ciao. La penso come Lauraluna. Devo iniziare a breve il terzo libro. I primi due mi hanno preso. Mi piace il fatto che tu abbia consigliato la letture perché, si sa, di ogni libro c’è del buono e anche qualcosa che non ci ha coinvolto più di tanto. Conta l’insieme a fine lettura. A presto!

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    • si in realtà a me sono piaciuti tutti e 4 (forse l’ ultimo di meno) più che altro la mia simpatia o antipatia riguarda i personaggi, per esempio mi piace tantissimo Lina, ma non sopporto la protagonista Elena.. 😉

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  2. all’ inizio la storia mi ha appassionato molto, non riuscivo a smettere di leggere! l’ unico libro che non mi è piaciuto è stato il quarto, più che altro per il finale che è molto triste.. però te lo consiglio magari inizi a leggere il primo se non ti piace il genere, non compri gli altri 3 😉

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